Isabelle Harvie Watt

Il team Havas Media Italia @Università di Roma la Sapienza
In quelli che erano gli anni d’oro dell’alta moda italiana, Giorgio Armani era alla ricerca di un addetto stampa di madrelingua inglese per il consolidamento internazionale del brand.

Una giovane neolaureata inglese ha inviato la sua candidatura, e dopo un colloquio con The King in persona, è stata assunta. No, non si tratta di una favola, ma solo del primo gradino della carriera di

Isabelle Harvie Watt
Isabelle nasce a Londra 44 anni fa, si laurea in Storia e Lettere moderne all’università di Edimburgo e subito dopo si trasferisce in Italia (“per amore” ndr). Dopo l’esperienza da Armani, è approdata prima da Versace, per un rilancio del marchio, e poi da Tod’s, dove si è occupata di marketing e PR a livello globale.

Le esperienze maturate in aziende di tale spessore le hanno permesso di costruirsi il background ideale per diventare l’Amministratore Delegato e Country manager per Havas Media Italia, ruolo che ricopre dal Luglio del 2011.
Havas Media è una società leader nel settore della comunicazione e del marketing di impresa, presente in ben 118 paesi, e vanta nel suo parco clienti nomi davvero prestigiosi, uno su tutti il gruppo LVMH.
La strategia cardine dell’azienda ci viene riassunta da Isabelle con quello che sembra proprio uno slogan pubblicitario: “Talk, Think, Trust”. Parla al tuo target di riferimento con una comunicazione univoca che ti rappresenti, attraverso i mezzi di comunicazione “tradizionali” e non solo. Pensa a contenuti proprietari volti a  coinvolgere il consumatore in un dialogo che permetta alla tua attività di crescere ed, infine, stai attento ai feedback spontanei che ricevi dagli utenti e sfruttali per migliorare. Un concetto lineare quanto disarmante. Eppure fa la differenza.
Per stabilire la giusta connessione e predisporre una comunicazione rilevante diventa fondamentale sfruttare al meglio quelli che sono i nuovi percorsi di fruizione.
La “sfida” consiste nel tradurre in strategia di marketing quello che per noi rappresenta ormai parte integrante della nostra quotidianità: i social network. Questi rappresentano lo strumento più veloce ed efficace per la comunicazione delle grandi aziende, è possibile circoscrivere i fruitori e conseguentemente conoscerne i gusti e le tendenze, anticipando e sostenendo la domanda. Senza contare che il web-marketing necessita di un investimento sensibilmente ridotto rispetto ai media classici (una campagna pubblicitaria televisiva di media portata può arrivare a costare 1 milione di euro, “solo” 100.000 euro quella sviluppata sul web).

Isabelle Harvie Watt
E quali sono le aziende che più hanno bisogno di conoscere i propri consumatori e ricevere feed-back positivi? Ovviamente quelle appartenenti alla fashion-industry. “Fino a 5 anni fa Burberry era un marchio di serie C. Grazie alle giuste strategie di comunicazione ha bypassato perfino Armani”. Un’affermazione quella di Isabelle a tratti scioccante. Può la comunicazione essere così potente da rendere secondari gli altri aspetti del prodotto?

A sostegno dell’immagine deve esserci anche la sostanza, che non sempre è data solo dal prodotto.
Armani e la sua campagna “Aqua for Life” ed il progetto Gucci for Unicef sono solo alcuni esempi di come alcuni brands si sono distinti dai propri competitors per il loro impegno nel sociale, grazie al quale hanno generato feed-back positivi

Dunque comunicazione consapevole ed etica, ma soprattutto tecnologica e moderna.

“Pensiamo a ciò che non c’era 3 anni fa. E pensiamo a ciò che ci sarà fra 3 anni”.
E’ così che Guido Surci riassume la filosofia di Havas Media. Un concetto davvero ispirante, non trovate?

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